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La riforma dei testimoni di giustizia è legge

By on gennaio 1st, 2018

La riforma dei testimoni di giustizia è legge.

“Un importante riconoscimento per chi decide di stare dalla parte dello Stato e della legalità.

Grazie a chi si è battuto per questo obiettivo e a Davide Matiello per la determinazione nel chiederne l’approvazione”. Questo è il primo commento del ministro Andrea Orlando dopo l’approvazione della legge sui testimoni di giustizia.

 

“Il Pd ha votato con convinzione la legge sui testimoni di giustizia e siamo lieti di concludere la legislatura anche con questo provvedimento. Credo che il sì unanime di quest’Aula sia il miglior viatico per questa legge, in una legislatura straordinariamente fertile e positiva nella lotta alle mafie”.

Lo dice il senatore Franco Mirabelli, capogruppo del Pd nella commissione Antimafia, che ha svolto la dichiarazione di voto finale in Aula.

 

“Questa legge – prosegue Mirabelli – è un segnale chiaro al Paese: chi sceglie di fare il testimone di giustizia e di mettersi al servizio dello Stato troverà nello Stato un aiuto, un sostegno concreto e il riconoscimento dell’importante ruolo svolto nella lotta alle organizzazioni mafiose.

E’ un provvedimento con un alto valore simbolico, ma anche un intervento pragmatico, perché essere testimone di giustizia non può e non deve andare a scapito della qualità della vita. Per questo si garantiscono reddito, casa e procedure chiare, trasparenti ed efficaci, percorsi personalizzati che tengano conto dei rischi e dei contesti famigliari.

Troppi testimoni di giustizia hanno subito troppi disagi per stare dalla parte dello Stato. Con questa legge, altro bell’esempio di dialogo tra Parlamento, governo, associazioni, concludiamo dunque nel migliore dei modi una legislatura straordinaria sul fronte dell’antimafia, come ricordano Avviso pubblico e Libera:

24 provvedimenti approvati, dalla riforma del 416 ter, all’autoriciclaggio, agli ecoreati, al caporlato, alla riforma dell’anticorruzione a quella del Codice Antimafia e dei beni confiscati.

Il voto unanime del Senato – conclude Mirabelli – conferma l’impegno comune di tutte le istituzioni contro le mafie”.

 

“E’ fatta! La legge sui testimoni di Giustizia è approvata. Una legge tanto attesa, voluta e necessaria. Troppa sofferenza, diversi errori, molte lacerazioni abbiamo conosciuto in questi anni di esperienza intorno ai testimoni e ai loro figli.

Si è finalmente superato il peccato originale: i testimoni non sono una costola dei collaboratori di Giustizia ma un’altra realtà che ha bisogno di una normativa diversa e sistemica.

Non sembra vero ma adesso potranno rimanere, naturalmente quando e’ possibile, nella località dove vivono e hanno testimoniato. Potranno avere più garanzie nel loro inserimento lavorativo e sociale e potranno avere una sicurezza adeguata e una tutela allargata anche ai propri familiari.

Con l’approvazione di questa legge alle mafie arriva un altro bel colpo su un terreno dove i boss regnano sovrani attraverso l’omertà e il terrore e la violenza. L’associazione dei testimoni ha avuto finalmente ascolto e cittadinanza.

Il lavoro prezioso della Commissione Antimafia e l’approvazione unanime di Camera e Senato ci consegnano una svolta condivisa e unitaria. Dopo la legge di riforma del Codice Antimafia e altre 23 buone leggi che incidono positivamente nella lotta alle mafie oltre ad essere soddisfatti bisogna adesso curare la buona e coerente applicazione”.

Lo dichiara Giuseppe Lumia, capogruppo Pd in commissione Giustizia e relatore del provvedimento, commentando l’approvazione del disegno di legge sui testimoni di giustizia in Aula al Senato.

 

 

“L’approvazione all’unanimità, e in via definitiva, della legga sulla protezione dei testimoni di giustizia è un altro risultato importante di questa maggioranza per la lotta alle mafie, per la legalità e la giustizia.

Dopo il Codice Antimafia, la riforma del processo penale, gli ecoreati, il Voto di scambio politico mafioso, l’autoriciclaggio e il falso in bilancio, solo per citare alcune leggi varate” . Lo afferma Walter Verini, capogruppo Pd in commissione Giustizia di Montecitorio.

“Questo testo – prosegue – era stato promesso a tutte quelle persone che con grande senso civico contribuiscono al percorso della Giustizia e che fino ad oggi non avevano sufficiente sostegno dallo Stato. Ora non sarà più così”.

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